x chi non avesse gia letto o ascoltato le parole di mourinho, vi posto un pezzo breve della sua intervista, come si può capire Cambiasso è fondamentale x lui, al contrario di quanto si diceva all'inizio:L'Inter, per essere competitiva in Europa, ha bisogno di qualche ritocco o di una vera e propria rivoluzione?
"Ripeto, quello che ho detto dopo la partita contro il Manchester United: questo è un discorso tra me, il presidente Moratti, Marco Branca e Gabriele Oriali. Io, intanto, mi preparo: scrivo, studio, faccio la mia relazione per la società sulla mia visione del futuro del club. È così che lavoro, tutto quello che si legge sui giornali è assolutamente impossibile sia venuto fuori dalla mia testa perchè io lavoro da solo fino al giorno nel quale questa mia relazione sarà ultimata. Tutto quello che si scrive sono solo storie che sono il vostro lavoro. I progetto del club non sarà deciso dalla mia relazione, non dobbiamo immaginare una filosofia del progetto Mourinho, del progetto Branca, del progetto Oriali o del progetto del dottor Moratti. Il progetto è dell'Inter, la mia relazione non è altro che una spiegazione di quelle che sono le mie idee per la prossima stagione, poi siamo noi, tutti insieme, a dover arrivare a un progetto futuro. Però sono molto, molto, molto, soddisfatto dello sforzo fatto dal club per i giocatori, della loro professionalità, del loro impegno per noi e il nostro gruppo. In generale, abbiamo bisogno di qualcosa in più come ne hanno bisogno tutte le squadre. Ora, in questa squadra, abbiamo giocatori che nel futuro saranno ancora meglio di oggi ed è facile capire che giovani come Santon o Balotelli miglioreranno anno dopo anno. Poi abbiamo un gruppo di giocatori con un'età stabilita che hanno un alto rendimento, stabilità e livello di gioco, e che costituiscono nel presente e nel futruro un gruppo di grande fiducia per noi: questo è il gruppo principale nel quale posso elencare due o tre nomi, come ad esempio Julio Cesar o Cambiasso, ma in realtà i giocatori di questa maturità sarebbero dodici-quattordici-quindici. E poi c'è un piccolo gruppo di giocatori che non possono essere migliori rispetto a quanto lo sono oggi, ma sono molto soddisfatto di loro. Mi sarebbe dispiaciuto veramente tornare a casa dall'Old Trafford per un atteggiamento negativo della mia squadra, per una mancanza di professionalità o di concentrazione, invece io sono tornato a Milano con la tristeazza della sconfitta ma con la goia di una squadra che è stata tale dal primo all'ultimo minuto, e questo mi piace davvero".
"uno per tutti, tutti per l'Inter!!!" J. Cruz

7,5 CAMBIASSO: fa tutto, assist e gol Da quando gioca sempre, per gli infortuni degli altri centrocampisti, è in condizione straordinaria. Entra subito nello spirito da battaglia del derby: pressa, recupera palloni con ferocia, li distribuisce, fa squadra. Rischia il rigore su Kaká; offre l’assist dell’1-1 a Cruz e il gol che decide il derby è il suo regalo agli interisti.
Internazionale. “Perché siamo italiani e stranieri, fratelli del mondo”. Nero e azzurro su sfondo dorato. “Perché l’oro è il colore delle stelle”. Il 9 marzo del 1908, un gruppo di soci dissidenti si stacca dal “Milan Cricket and Football Club” per fondare una nuova squadra. Il pittore Giorgio Muggiani disegna lo stemma. Giovanni Paramithiotti è nominato primo presidente. A Virgilio Fossati il ruolo di capitano e allenatore. E’ l’alba di un mito che vive a cento anni di distanza. Cento anni di Inter.